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L’afa opprimente vi avvolge
come un sudario evanescente, mentre avanzate faticosamente tra nugoli di insetti
ematofagi e pericolosi serpenti che strisciano ovunque, pronti a inocularvi il
loro mortale veleno oppure a stritolarvi tra le loro spire d’acciaio. Sapevate
che il viaggio sarebbe stato difficile e pericoloso, ma non avreste mai
immaginato di trovarvi in una situazione simile. Sperduti in un oceano di
lussureggiante vegetazione verde smeraldo, martoriati da un clima implacabile in
un ambiente naturale tanto selvaggio quanto ostile.
Siete esausti. Soltanto la vostra volontà di ferro vi consente di proseguire e non lasciarvi andare, impedendovi di crollare tra la rigogliosa flora che da giorni è l’unico panorama multicolore. La vostra guida, una donna agile e snella che pare avere muscoli di ferro e l’orientamento di un uccello migratore, continua a farsi strada nell’intricato labirinto vegetale che vi sembra tutto uguale. Eppure non avete dubbi che vi stia guidando infallibilmente verso la vostra meta, un’antica piramide a gradoni nel folto della giungla dove dimora un antico male che s’è da poco ridestato.
Legioni di nonmorti assaltano i villaggi circostanti, portando terrore, morte e devastazione. Un’unica mente pare guidare i loro istinti predatori e dirigerne la brama di sangue. Assieme a questi raccapriccianti predoni ci sono anche oscure creature che sembrano partorite da un incubo, una via di mezzo tra uomini e rettili, combattenti spietati che bramano soltanto di nutrirsi del sangue umano ancora caldo delle loro vittime. Dai recessi tenebrosi e dagli oscuri corridoi nascosti sotto lo ziggurat sciamano fuori orde di creature al soldo di un efferato dio sanguinario.
L‘unica speranza, come vi ha spiegato un Mentor ancor più turbato del solito, è quella di penetrare nel cuore della roccaforte dei vostri nemici prima che sia troppo tardi. Ogni singola vittima è, infatti, è un’offerta di sangue alla divinità che dorme nelle profondità dello ziggurat sperduto nella giungla più folta e inesplorata. Quando abbastanza anime avranno saziato la sua brama truculenta, egli sorgerà di nuovo per camminare sulla terra e seminare la distruzione. Le Amazzoni della foresta vergine conoscono bene questa leggenda e hanno acconsentito ad aiutarvi.
Ancora qualche centinaio di passi e finalmente giungete alla vostra meta. La grande piramide a gradoni si erge di fronte a voi, soffocata dall’abbraccio dei rampicanti e della vegetazione lussureggiante. I grandi macigni squadrati, nei punti in cui sono visibili, sembrano quasi sgretolarsi sotto il peso della giungla invadente. Un’apertura si spalanca alla base della costruzione, simile alle fauci sbadiglianti d’un colosso di pietra ormai morente, e senza un attimo di esitazione vi infilate all’interno, seguendo la coraggiosa Amazzone che vi ha condotto sin qui.
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